Il Lago di Santa Croce è uno di quei luoghi che funzionano bene proprio quando non li affronti con fretta. Qui trovi passeggiate facili lungo riva, anelli più completi attorno al bacino e tracciati brevi ma interessanti per chi vuole osservare la zona umida, i borghi rurali e i panorami dell’Alpago. Io lo leggerei così: non una sola escursione, ma tre modi diversi di vivere lo stesso lago, a seconda del tempo e della gamba che hai.
Tre cose da sapere prima di partire
- Il tratto più semplice è il cammino in riva al lago tra la spiaggia e Poiatte: è la scelta migliore se vuoi una passeggiata rilassata e lineare.
- L’anello Farra d’Alpago - Madonna del Runal - lago richiede circa 8,5 km, 400 metri di dislivello e circa 3 ore.
- L’Oasi di Sbarai è pianeggiante, si visita tutto l’anno ed è la variante più interessante per birdwatching e camminate lente.
- Se vuoi vedere più località in un’unica uscita, l’anello panoramico di circa 17,4 km è la soluzione più completa.
- Dopo la pioggia possono comparire tratti fangosi: scarponcini leggeri o scarpe con buona suola fanno differenza.
Che tipo di cammino offre il lago
La prima cosa da chiarire è che intorno al lago non esiste un unico percorso “giusto”. In pratica io distinguerei tre livelli: la passeggiata facile in riva all’acqua, l’anello panoramico più ampio che tocca diverse località dell’Alpago e il cammino più naturalistico verso l’Oasi di Sbarai. La differenza non è solo nella distanza: cambia il paesaggio, il tipo di terreno e il motivo per cui ci vai.
Se cerchi un’uscita senza complicazioni, il tratto tra la spiaggia e Poiatte è quello che restituisce subito l’idea del lago: acqua bassa, luce aperta, passaggi comodi e un ritmo tranquillo. Se invece vuoi una camminata che “si senta” davvero, l’anello verso la Madonna del Runal aggiunge salita, bosco e un bel punto panoramico. La guida delle Dolomiti Bellunesi, a questo proposito, fotografa bene la doppia anima della zona: relax a riva e cammino più deciso appena ci si allontana dal bordo lago.Da qui conviene passare ai percorsi concreti, perché scegliere bene l’itinerario cambia molto la qualità della giornata.

I percorsi da scegliere secondo il tempo che hai
Quando si parla di passeggiate al Lago di Santa Croce, io evito sempre l’idea di un solo giro standard. Molto meglio scegliere in base a quello che vuoi davvero ottenere: un’ora tranquilla, una mezza giornata naturalistica oppure un itinerario più completo. Qui sotto metto le opzioni che hanno più senso, senza gonfiare il discorso con varianti poco utili.
| Itinerario | Dati utili | Impegno | Quando lo farei |
|---|---|---|---|
| Tratto spiaggia - Poiatte | Sentiero in riva al lago, facile, lineare, adatto a famiglie e passeggiata lenta | Basso | Se hai poco tempo, vuoi stare vicino all’acqua o cammini con bambini |
| Oasi di Sbarai | Zona umida di oltre 30 ettari, percorso pianeggiante, visita possibile tutto l’anno, giro di circa un’ora | Basso | Se ti interessa osservare gli uccelli e preferisci un passo molto tranquillo |
| Farra d’Alpago - Madonna del Runal - lago | Circa 8,5 km, 400 m di dislivello, circa 3 ore | Medio | Se vuoi un’escursione breve ma vera, con salita e panorama finale |
| Anello panoramico completo | Circa 17,4 km, attraversa Puos d’Alpago, Farra d’Alpago, Pojatte, Santa Croce del Lago, La Secca e Bastia d’Alpago | Medio-alto | Se vuoi vedere più volti del lago in un’unica uscita a piedi o in bicicletta |
Io, con poco tempo, sceglierei Sbarai o il tratto di riva; con un ritmo medio, il Runal; con l’obiettivo di “vedere tutto”, l’anello da 17,4 km. Il punto non è collezionare chilometri: è evitare di infilare in una passeggiata facile un dislivello che poi ti taglia la gita a metà.
Il risultato di questa scelta dipende molto da stagione e fondo, ed è lì che molti sottovalutano il lago.
Quando andare e come leggere il terreno
Il Lago di Santa Croce cambia parecchio durante l’anno, e non è un dettaglio secondario. In primavera il tratto in riva all’acqua è il più gradevole: oltre al colpo d’occhio sul bacino, possono comparire fioriture spontanee del sottobosco come bucaneve, primule ed ellebori. È il momento in cui la passeggiata semplice rende di più, perché il paesaggio è fresco e leggibile.
In estate, invece, conviene muoversi presto o nel tardo pomeriggio. Alcuni tratti sono esposti, e la luce piena valorizza il lago ma può rendere meno piacevole la camminata nelle ore centrali. L’autunno è spesso il periodo più equilibrato per chi vuole camminare con calma e osservare l’ambiente con meno affollamento.
- Primavera: ideale per la riva lago e per chi vuole vedere il sottobosco nel suo momento migliore.
- Dopo la pioggia: qualche tratto può diventare fangoso, soprattutto nelle zone più naturali; la suola con buon battistrada, cioè la parte scolpita della scarpa, aiuta più di quanto sembri.
- Estate: meglio partire presto se vuoi camminare con comodità e trovare luce bella sulle rive.
- Con bambini: resterei sul sentiero in riva al lago o sull’Oasi di Sbarai; il percorso del Runal è piacevole, ma non è il più lineare.
- Per birdwatching: Sbarai è l’opzione più coerente, perché la zona umida è proprio il suo punto forte.
Se vuoi leggere il lago bene, non guardare solo i chilometri: guarda il tipo di fondo, l’esposizione al sole e quanta salita ti stai portando dietro. È da lì che nasce la differenza tra una passeggiata riuscita e una gita un po’ storta.
Da dove partire senza complicarti la giornata
Qui il dettaglio logistico conta più di quanto sembri. Se parti da Farra d’Alpago, hai il vantaggio di agganciarti facilmente al sentiero in riva e, se vuoi, al percorso per la Madonna del Runal. La partenza descritta dalla guida locale è chiara: dai parcheggi vicino agli impianti sportivi e dal cartello didattico all’ingresso del lago si imbocca subito il cammino verso riva. Io la considero la base più intelligente per chi vuole un’uscita semplice ma ben organizzata.
Se invece ti interessa soprattutto la parte naturalistica, l’accesso all’Oasi di Sbarai è il più coerente. In quel caso ha senso programmare la visita come una passeggiata lenta, non come un trasferimento da un punto all’altro: l’idea è osservare, non correre. Bastia e Sitran sono un buon contorno se vuoi aggiungere un tratto più rurale, con case in pietra e un’atmosfera meno evidente dal punto di vista turistico.
- Farra d’Alpago: la base migliore per il tratto lungo lago e per l’anello del Runal.
- Poiatte: utile se vuoi stare vicino all’acqua e ridurre la parte più lineare della gita.
- Sbarai: la scelta più logica per camminare piano, osservare gli uccelli e restare in piano.
- Bastia e Sitran: da considerare se vuoi un contorno più rurale e meno turistico.
Questo è anche il motivo per cui il lago si presta bene a una visita breve: puoi costruire una passeggiata precisa, invece di inseguire un giro troppo ambizioso.
Perché questo lago rende bene anche in mezza giornata
Il pregio vero del Lago di Santa Croce, almeno per come lo leggo io, è la sua elasticità: puoi farlo in un’ora o trasformarlo in una giornata piena senza perdere coerenza. Se vuoi una visita consapevole, la cosa migliore è scegliere una sola anima del luogo: natura lenta a Sbarai, panorama con un po’ di salita al Runal, oppure cammino rilassato lungo riva. In tutti i casi porti a casa un’esperienza limpida, non un elenco di chilometri.
Se devo lasciare un consiglio pratico finale, è questo: qui funziona meglio la passeggiata giusta che la passeggiata lunga. Parti presto, tieni lo zaino essenziale, non sovraccaricare l’itinerario con troppe deviazioni e lascia spazio a una sosta in silenzio vicino all’acqua: è proprio lì che il lago mostra il meglio di sé.