Le Cinque Torri sono uno di quei luoghi in cui la montagna ampezzana si capisce meglio: roccia, bosco, rifugi e piccoli specchi d’acqua convivono nello stesso scenario, senza bisogno di grandi distanze. In questo articolo ti porto proprio lì, con un taglio pratico: quali laghi abbinarvi, come costruire una giornata sensata e quali errori evitare se vuoi vivere davvero la natura, non solo fotografarla.
Le Cinque Torri rendono al massimo quando le inserisci in un itinerario breve e ben bilanciato
- La visita classica alle Torri è corta, scenografica e adatta anche a chi non vuole un trekking impegnativo.
- I laghi più coerenti con la zona sono Bai de Dones, Limides, Ghedina, Pianozes, d’Ajal e, con più tempo, Federa.
- Il giro delle Torri è facile, ma non va confuso con una lunga escursione alpina.
- La scelta migliore dipende dal tuo obiettivo: riflessi sull’acqua, silenzio, foto, cammino o pranzo in rifugio.
- In una sola giornata conviene restare su una macro-area, perché i trasferimenti rovinano il ritmo dell’uscita.
Perché le Cinque Torri funzionano così bene per chi cerca laghi e natura
Io le leggo come un paesaggio di contrasto: le torri di roccia attirano subito lo sguardo, ma intorno c’è molto di più. Boschi, pascoli, sentieri morbidi, piccoli specchi d’acqua e rifugi fanno sì che l’uscita sia piacevole anche per chi non parte con obiettivi sportivi. È proprio questo equilibrio a renderle interessanti: non ti chiedono per forza una giornata da alpinista, ma ti restituiscono comunque il meglio delle Dolomiti.
La zona vive dentro il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo e nel contesto UNESCO delle Dolomiti, quindi il colpo d’occhio non è solo spettacolare: è anche molto leggibile. Da un lato c’è la verticalità delle torri, dall’altro la componente più dolce della conca ampezzana, fatta di boschi, acqua e tracciati accessibili. Per chi viene dal Veneto e vuole un’esperienza di montagna chiara, senza eccessi di complessità, è una combinazione intelligente.
Il punto chiave, però, è non aspettarsi un’unica esperienza standard. Qui puoi fare una passeggiata breve e panoramica, oppure usare le Torri come base per un itinerario più ampio verso i laghi. Ed è proprio su questa scelta che conviene ragionare adesso.

I laghi vicini che vale davvero la deviazione
Secondo il portale ufficiale di Cortina Dolomiti, nella conca ampezzana ci sono piccoli laghi alpini molto diversi tra loro, e il bello sta proprio nel combinarli bene con il tempo che hai a disposizione. Io eviterei l’errore più comune: voler vedere tutto in una sola uscita. Meglio scegliere due tappe ben abbinate che quattro tappe vissute di corsa.
| Lago | Perché sceglierlo | Impegno | Quando lo consiglierei |
|---|---|---|---|
| Bai de Dones | È la porta d’accesso alle Torri e funziona come primo contatto con l’ambiente. | Basso | Se vuoi una tappa breve, senza cambiare troppo ritmo alla giornata. |
| Limides | Offre riflessi molto fotogenici e un ambiente raccolto. | Basso-medio | Se cerchi un lago facile da “sentire” visivamente, più che una lunga camminata. |
| Ghedina | Ha un’atmosfera quieta, molto adatta a una passeggiata lenta. | Basso | Se vuoi bosco, silenzio e tempi morbidi. |
| Pianozes | Ha acqua verde, foresta e un ruolo centrale nel giro dei Tre Laghi. | Medio | Se vuoi un itinerario più organico, non solo un punto panoramico. |
| d’Ajal | È piccolo, appartato e molto adatto a chi cerca meno folla. | Medio | Se ti piacciono i laghi minuti, con una sensazione più intima. |
| Federa | È il lago più iconico tra quelli della zona, con rifugi e montagne scenografiche attorno. | Medio-alto | Se vuoi una vera uscita di sostanza e hai almeno mezza giornata piena. |
La mia lettura è semplice: Limides e Ghedina servono bene una giornata più corta e contemplativa, mentre Pianozes, d’Ajal e Federa hanno senso quando vuoi dare più spazio al cammino. Bai de Dones, invece, è utile perché mette subito in scena il rapporto tra acqua e montagna senza chiedere grandi sforzi.
Se devi scegliere un solo lago da abbinare alle Torri, io partirei da Pianozes o Limides. Pianozes è più lineare se vuoi agganciarti a un itinerario di valle; Limides funziona meglio se il tuo obiettivo è la fotografia e il paesaggio in senso stretto. Da qui nasce la vera domanda pratica: come costruire una giornata che non sembri una corsa?
Come costruire una giornata che abbia un ritmo sensato
Qui conviene essere onesti: Cinque Torri e laghi ampezzani non sono un “tutto nello stesso giorno” automatico. Si può fare, ma solo scegliendo bene il perimetro. Io uso sempre tre modelli, a seconda del tempo e della forma fisica.
- Mezza giornata facile - Bai de Dones, seggiovia fino a Scoiattoli, anello delle Torri e pranzo in rifugio. Il giro classico è indicato come facile, lungo 4,7 km, per circa 2 ore, con partenza da Rifugio Scoiattoli e arrivo a Bai de Dones. È il taglio migliore se vuoi paesaggio pulito e zero stress logistico.
- Giornata natura compatta - Cinque Torri al mattino e uno dei laghi vicini nel pomeriggio, ma solo se resti su tappe brevi. La logica non è “fare tanto”, ma alternare roccia, acqua e bosco senza sforare con gli spostamenti.
- Giornata piena di cammino - Se il tuo obiettivo principale sono i laghi, allora meglio spostare il baricentro sul giro dei Tre Laghi. Il percorso tocca Pianozes, d’Ajal e Federa e richiede circa cinque ore, con quasi 1.000 metri di dislivello: è bello, ma non va sottovalutato.
Il punto che faccio sempre presente è questo: non cercare di comprimere Federa, Sorapis, Misurina e Cinque Torri in un’unica uscita. Sono tutte mete forti, ma metterle insieme spesso significa perdere il silenzio, arrivare tardi e tornare con la sensazione di aver visto solo i parcheggi. Molto meglio una giornata ben costruita che tre tappe attraversate di fretta.
Se vuoi un abbinamento particolarmente riuscito, io guardo anche al pranzo: un rifugio ben scelto cambia il tono della giornata e ti fa rallentare al momento giusto. È esattamente il tipo di dettaglio che spesso fa la differenza tra una visita buona e una visita riuscita davvero.
Quando andare e cosa portare per non rovinarti la gita
Le Torri e i laghi ampezzani danno il meglio nelle stagioni senza neve, quando i sentieri sono leggibili e l’acqua riflette meglio il paesaggio. Io preferisco sempre partire presto: la luce è più pulita, i parcheggi si gestiscono meglio e i punti più fotografati non sono ancora saturi. Nel pomeriggio, invece, il rischio è di inseguire le ombre e i gruppi più numerosi.
Dal punto di vista pratico, ci sono alcuni errori che vedo spesso:
- partire con scarpe cittadine, che su ghiaia e terreno irregolare diventano un limite serio;
- sottovalutare il vento in quota, anche quando a valle sembra una giornata perfetta;
- riempire lo zaino di cose inutili e dimenticare acqua, snack e una giacca leggera;
- costruire il percorso sul luogo più famoso invece che sul tempo reale disponibile;
- non controllare la visibilità prima di salire, perdendo la parte più scenografica dell’uscita.
Io porto sempre con me una logica molto semplice: strato tecnico leggero, acqua, qualcosa da mangiare, cartina o traccia salvata e una protezione per il meteo che cambia. Nei percorsi attorno alle Cinque Torri, la differenza tra una giornata piacevole e una giornata scomoda spesso non la fa la fatica, ma la preparazione di base. Da qui si passa naturalmente al lato logistico, che in questa zona merita attenzione.
Come muoversi tra Cortina, Bai de Dones e i punti di partenza
La base più comoda per le Cinque Torri è Bai de Dones, perché da lì il collegamento con l’area di Scoiattoli è rapido e diretto. Per chi vuole una visita semplice, è un vantaggio enorme: riduci la parte “di trasferimento” e lasci più spazio al cammino vero. Nella stessa logica si inserisce anche la carta dei rifugi, che qui non è solo un servizio ma parte dell’esperienza.
Quando organizzo un’uscita in quest’area, io ragiono così: prima scelgo il tipo di paesaggio che voglio vedere, poi decido se usare impianti, auto o una combinazione delle due cose. Se hai dubbi sul meteo o sulla visibilità, le webcam di Cortina aiutano a capire subito se la giornata regge oppure no. È una piccola abitudine che evita molte partenze sbagliate.
Il portale ufficiale di Cortina Dolomiti segnala anche un pass dedicato agli impianti e agli autobus urbani, utile per chi vuole muoversi con più flessibilità senza dipendere sempre dall’auto. Io lo trovo sensato soprattutto quando l’obiettivo non è “fare chilometri”, ma costruire una giornata ordinata tra quota, rifugi e rientro.
In pratica, la regola che funziona meglio è questa: se vuoi restare leggero, scegli Cinque Torri e un solo lago vicino; se vuoi un’esperienza più corposa, dedica la giornata a un unico grande itinerario lacustre. In montagna, la qualità del ricordo conta molto più della quantità di tappe segnate sulla mappa.
Le Cinque Torri funzionano meglio quando lasci respirare il paesaggio
La lezione più utile, dopo aver guardato bene questa zona, è semplice: qui la montagna premia chi sceglie con misura. Le Cinque Torri da sole offrono già un quadro completo, ma diventano ancora più interessanti quando le affianchi a un lago adatto al tuo tempo e al tuo passo.
Se vuoi il taglio più equilibrato, scegli Cinque Torri più Bai de Dones. Se cerchi acqua e riflessi, guarda a Limides o Pianozes. Se invece hai una giornata intera e vuoi una vera immersione nella natura, orientati verso Federa e il giro dei Tre Laghi. È questa selezione, più che la quantità di cose viste, a fare la differenza tra un’uscita qualsiasi e una giornata che vale il viaggio.
Io la sintesi la farei così: nelle Dolomiti ampezzane la bellezza non sta solo nelle vette celebri, ma nella misura in cui riesci a vivere boschi, acqua e roccia senza forzarli dentro lo stesso schema. Se rispetti questo ritmo, le Cinque Torri ti restituiscono una delle esperienze più equilibrate della zona, e i laghi diventano il loro completamento naturale, non un’aggiunta casuale.